sabato, 31 ottobre 2009


No no no.
In questa settimana sono stata felice e contenta: sono andata a vedere il megaconcertone degli Elio al Teatro degli Arcimboldi, sono andata a vedere la presentazione del relativo disco celebrativo alla Feltrinelli. Ho conosciuto persone nuove, rivisto le vecchie e riabbracciato Ciro e Manuela sperando di poterli ritrovare a Marzo giù a Napoli.
Non torno, eh, voglio solo concedermi un concertino.
Sono stata assai bene, talmente bene che non ho aggiornato il blog per un mese. Vorrà pur dire qualcosa.
Sono stata bene e ora non ho voglia di deprimermi e/o incazzarmi per quattro righe scritte nell'Internet. Assolutamente, categoricamente NO.
E vaffanculo, io non posso essere sempre carinagentilepresentefintosorridenteamiconachedàconsiglisucomeattrarrefigamagarimeglioseminorenne.
No, assolutamente no. Devo ancora abituarmi ad un paio di cose, imparare a fare la superstrada per arrivare a Milano eppoi sono a posto, forse.

Intanto anche Ottobre è volato. Il tempo passa sempre più in fretta. Mi dico sempre di cercare di non accorgermene, solo così potrei evitare un paio di angosce, ma tant'è.
Anzi, rettifichiamo: manca solo un'ora alla fine di questo mese che tante gioie mi ha dato, soprattutto in quest'ultima settimana, come accennavo su.

Dicevo, a Marzo gli Elii suoneranno al Teatro Acacia di Napoli ed è tipo la seconda volta in due anni. Da lì sono iniziate tante cose, voglio esserci. Ecco cazzo, due anni. Due anni sono pochi, tanti, abbastanza, quel che volete, ma sono passati ben due anni da quel mitico juorno. Evvedighe l'ossessione del tempo ritorna? Molto ottonovecentesca, sì, però gradirei lasciare la mia testa un po' in pace.
Ne approfitterò per tornare a casa, prendere un po' di roba e salutare la mia Augusta, che mi manca e non lo do a vedere perché sono la solita stronza. O forse è solo un po' di sano istinto di sopravvivenza.

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martedì, 02 dicembre 2008


È ormai un anno che non riesco a leggere come Dio comanda. Inizio un libro, poi succede qualcosa per cui non riesco più a riprenderlo e l'abbandono sulla scrivania (perché ormai non ho più posto sulle mensole) . Non va affatto bene, non per una che ha deciso di negarsi un futuro decente per amore delle Lettere.
Ogni volta che entro in una libreria (ergo diciamo almeno quattro volte a settimana) vedo solo libri che mi interessano e, irrimediabilmente, mi piomba sulla testa tutto il peso dei volumi non ancora toccati. Sia chiaro: io sto parlando di leggere, ovvero comprendere, riflettere, ricordare; invece più vado avanti e più mi rendo conto che le mie letture sono alla stessa stregua di chi sfoglia con disattenzione un qualsiasi giornale. Disattenzione allarmante derivata dal fatto che non sono più in grado di concentrarmi su nulla. Stare ad aspettare che tutto si risolva è controproducente.
In questo clima di disarmante pesantezza, ho una bella notizia da dare: dopo anni passati a sognare col rivoletto di bava alla bocca, finalmente una libreria Feltrinelli in centro a Caserta diventa realtà. Giovedì 4 Dicembre alle ore 18.00 sarà infatti inaugurata La Feltrinelli Librerie in Corso Trieste (per i praticanti: dovrebbe essere al posto della Benetton adulti, spostatasi dall'altro lato della strada) . Io, in ogni caso, sarò là perché è un evento e non me lo voglio perdere.
Sono quasi sull'orlo di lasciare questo posto, certo, non per sempre, però so già che, una volta assolti gli obblighi studenteschi che ancora mi legano fisicamente a questa parte di Italia, non tornerò tanto facilmente. Voglio perciò godermi le ultime cose che la città ha ancora da offrimi e, soprattutto, vedere quanto durerà.

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sabato, 22 novembre 2008


Dopo circa dieci giorni di non Internet durante i quali, smanettando offline, sono riuscita a risistemare la grandezza di caratteri e icone del mio computer, rieccomi tornata con qualche piccola modifica utile soprattutto a chi ha manca di qualche diottria.
A parte qualche piccola novità, continue lotte per la secessione, la "preparazione atletica" che mi costringe in palestra tutte le sere per due ore e studi su materie poco felici, direi che scorre tutto inesorabilmente come scorreva ieri, l'altroieri, il mese scorso e sei mesi fa. La staticità dei luoghi si somma alla mia apatia che in realtà così frequente non sarebbe. O non lo sarebbe stata, se avessi fatto scelte più oculate, dato retta a più/meno voci interiori e non, valutato bene ogni pro e contro. Su troppe cose, situazioni, ho lasciato correre dicendo che "tanto avrei fatto presto", "è questione di poco tempo", "sicuramente potrò esserci". Invece non farò presto, i tempi si allungano, io non potrò esserci perché legata alla sedia della mia scrivania da lacci apparentemente inesistenti, ma visibili a chi ci vede lungo e vuole rigirare il coltello nella piaga.
In una sola botta risento di anni di non dialogo, tra me e chiunque mi sia intorno, partendo dai miei genitori. Difficile costruire ora in tutta fretta qualcosa che in venti anni non ha neanche mai avuto un progetto.
Mi ero ripromessa di finire il 2008 meglio di quanto finii il 2007, ma ancora una volta sono di fronte all'ennesima, antichissima storia.

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giovedì, 23 ottobre 2008




Cheppoi i flipper erano davvero con quella voce lì, ne ricordo alcuni all'oramai defunta sala giochi d'amianto di Santa Maria di Leuca che erano qualcosa di allucinante quanto ad audio.


Questo è il primo aggiornamento da quando sono tornata da Milano. In effetti di cose da raccontare ne avrei, che non mi vada di scriverle è un altro conto.

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giovedì, 03 luglio 2008


Un anno fa più o meno verso quest'ora finivo l'orale dell'esame di maturità. Anzi, per quando invierò il post si può dire che l'avevo finito giusto da una trentina di minuti e in questo momento ero nel bar lì vicino con Augusta e Mihaela ad ordinare birra.

Adesso invece è passato un anno, più vado avanti e più mi cascano le balle. La maggior parte delle volte mi prenderei a schiaffi, però diciamo che ci sono dei momenti in cui un abbraccino me lo darei, ma solo perché mi sarò divertita nel fare e/o dire l'ennesima cosa volutamente incomprensibile e irrilevante per il resto del mondo.


Finito qui. Questo post serviva solo per aprire l'archivio di Luglio e inaugurare un nuovo tag.

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mercoledì, 14 maggio 2008


"Uno si chiamava Salvatore Schillaci, detto Totò, detto Totuccio, cugino del famoso calciatore. Abitava in un appartamento seminterrato di via Spaccaforno. Quando Totuccio stava in gabinetto, dalla strada si vedeva tutto, perché teneva sempre la finestra aperta. I ragazzini del quartiere ridevano molto perché si puliva con la carta del pane e perché aveva la bocca gialla di nicotina, dato che fumava sempre.
Viveva solo. Suo padre era un pescivendolo e gli passava cinquemila lire ogni settimana, mentre una nonna arrivava ogni giorno da Pallavicino per portargli da mangiare. Usciva solitamente di sera, con sotto il braccio una grande radio che trasmetteva canzoni napoletane. Quando arrivava la notte e le automobili diventavano più rare si metteva a camminare al centro della strada. Oppure addirittura si sdraiava, sempre al centro della strada, per guardare il cielo.
Se usciva di giorno, per dimostrare la sua forza ogni tanto sollevava le auto parcheggiate. Oppure passeggiava in mutande e camicia, coi pantaloni piegati sul un braccio.
Un amico una volta gli prestò il motorino e con quello Totuccio arrivò a Bolognetta, dove qualcuno glielo rubò. Allora si incamminò sulla strada di ritorno fino a quando lo raccolse una volante della polizia. Agli agenti raccontò di essere stato derubato da un ufo.
L'opera della sua vita, comunque, Totuccio la scrisse con un gessetto sul muro della chiesa di Sant'Espedito:
GARY COOPER L'INDIMENTICABILE INTERPETRE DEL,UOMO LUPO
Frase sgrammaticata e memorabile, che nessuno per mesi osò toccare. Fu scolorita prima dalla pioggia e poi spazzata via dal pennello di un parrocchiano."

Nuovo repertorio dei pazzi della città di Palermo - Roberto Alajmo













Mi spiace, ma sono ancora in fissa per il concerto.

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sabato, 13 ottobre 2007


In questi giorni non mi va di fare assolutamente nulla.

Non sono ancora entrata nell'ottica dello studio universitario e come potrei dal momento che non studio più dalla seconda media.
Non mi va di uscire, nemmeno da sola.
Non mi va di vedere gente, soprattutto se si tratta di facce a me poco note.
Non mi va di leggere nè tantomeno di ascoltare musica. I Beatles stavolta possono solo guardarmi dallo scaffale.
Non mi va di scrivere perché non ho la più pallida idea di cosa buttare giù a parte una lista delle cose che non mi va di fare.
Non mi va di svegliarmi la mattina perchè in questi giorni non sto affatto dormendo.
Non mi va di stare davanti al pc, ma lo faccio lo stesso perchè così almeno ho una scusa per non uscire.
Non mi va di vedere film o video, mi scoccerei solo a mettere il DVD nel lettore o ad aprire il video che mi interessa.
Non mi va di cambiarmi. Starei tutto il giorno con il pigiama o la tuta o qualsiasi vestito abbastanza comodo per stare in casa.
Non mi va di disegnare. In effetti, è da tantissimo tempo che non lo faccio, ma ora mi va meno che mai.
Non mi va di alzarmi dalla sedia, nè per andare in bagno, nè per andare a bere, nè per raggiungere qualsiasi oggetto che non sia a portata del mio braccio.
Non mi va di mangiare, ma sono costretta perchè, se mi rifiutassi, mia madre mi farebbe uno shampoo con il pranzo.
Non mi va di sentire, niente e nessuno. Se fosse per me, mai come ora, disattiverei l'udito.
Non mi va di pensare. A dirla tutta, avrei poco su cui riflettere, ma è anche vero che quest'attività è tipica di quando non ho niente da fare.
Non mi va di pagare la tizia di Ebay, ma devo farlo sennò mi manda la controversia e io ho bisogno di avere tutti gli Urania in circolazione.
Non mi va, tuttavia, di spendere soldi in generale. Un po' perchè mi ritrovo, dall'oggi al domani, con i fondi contati.
Non mi va di buttare le calze che ho ai piedi, anche se bucate. Le ho comprate la prima volta che sono andata all'Outlet di Valmontone e voglio che mi rimangano fino a quando non sarò io a decidere di liberarmi di tutto.
Non mi va di ricordare. Vorrei che, almeno per oggi, la mia memoria fosse resettata, come la famosa tabula rasa sulla quale l'esperienza dovrà scrivere tutto.
Non mi va nemmeno di dimenticare, però. Sono stata condannata ad avere un ottima memoria soprattutto per quanto riguarda fatterelli stronzi della mia vita. Che poi, son stronzi per gli altri, per me no.
Non mi va di entrare in depressione per l'ennesima volta. Ma ormai ci sono, ergo fa niente.
Non mi va di avere mal di testa e mal di stomaco la mattina, soprattutto perchè l'Aspirina C in casa mia è finita e la Tachipirina effervescente fa schifo.
Non mi va di scrivere questo post, ma ormai l'ho fatto ed è meglio finirlo.
Non mi va di fare la persona allegra perché in questo momento non lo sono affatto.
Non mi va di dare nessuna spiegazione di alcun tipo alla gente. Non mi interessa se se la merita o meno.



La mia felicità post-estiva, come si può constatare, è finita del tutto. Quest'anno è durata anche troppo, non so se ritenerla una fortuna o no.












La mia felicità in generale, invece, è morta il 13 Ottobre 2004.

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sabato, 08 settembre 2007


Non ce la faccio a fare un aggiornamento decente.
Ergo, per il momento basta questo.

post scritto alle 21:52 in musica, keine ahnung, apatia cronica ...commenti (7)

domenica, 01 aprile 2007


1° Aprile 2007.

Quant'è che manca alla fine della scuola ora?
La regia mi suggerisce due mesi.

Dopo Pasqua comincerò a ripetere tutto e ad imparare quello che mi son persa (e nemmeno poco, direi) .

La vedo dura.
E tragicomica.

Sto diventando alquanto monotona, ma purtroppo è la noia mista a tristezza/scazzo/scarsa autostima che mi rende così.











E poi non avevo mica mai pensato a quanto fosse bello Syd Barrett.

post scritto alle 20:26 in apatia cronica ...commenti (11)

giovedì, 15 marzo 2007


Durante questa settimana, la mia seconda personalità ha deciso di venir fuori per un po': non va bene star sempre chiusi lì dentro.

Anche io volevo far parte della Beat Generation, dice. E, d'altronde, come dargli torto?

Fucilatemi all'istante, ma io ancora non ho avuto modo di leggere gli unici libri di Kerouac che ho. Di Ginsberg ho letto solo delle poesiole dell'Urlo trovate a spasso nel Web.
Qui il tempo scarseggia e io sono sempre allo stesso punto.

All I can hear
I Me Mine, I Me Mine, I Me Mine
Even those tears
I Me Mine, I Me Mine, I Me Mine.



Diventerò presto un serial killer, se solo mi trovo ad assistere a qualche ingiustizia verso i cani.
E non firmerò i miei delitti scrivendo Helter Skelter.

C'è il 30% di sconto su tutti i libri della Mondadori: devo approfittarne, anche se il tempo è poco.
Fortuna che esiste l'Estate, avrò modo di recuperare tutte le montagne di pagine ancora non segnate dalle mie ambigue impronte digitali.
E intanto faccio croci sul catalogo vicino alcuni libri che ho intenzione di prendere.

Ah, ho preso il foglio rosa, adesso devo solo aspettare un mese per poter fare l'esame. Intanto il corso sta finendo, posso cominciare ad esercitarmi con le schede complete.
E questa era solo la scuola guida. La scuola normale ormai mi atterra. Se riesco a prendere 60 dicendo quattro stronzate contate allora non devo preoccuparmi di nulla.
Il mio percorso è sul Nichilismo, da un lato, non potevo scegliere argomento migliore per una come me.
Dall'altro... Si poteva fare di meglio.
Certo, si poteva. Ma va bene così considerando che sono nella media.



La gente già comincia a dimenticarsi di me. Il mio compleanno è proprio passato.
Foto sviluppate e tutto il resto. Rimarranno poche tracce nella mente di chi c'è stato.






Ma va bene così.





img381/8358/janisjoplinhd9.jpg







L'altra mia personalità ha voluto che la mettessi. Probabilmente, amo questa donna.

post scritto alle 21:28 in nostalgia time, apatia cronica, ogni tanto ci rifletto su ...commenti (7)

giovedì, 01 marzo 2007


Oggi inizia Marzo.
E il mio compleanno è ormai alle porte. Si tratta di una settimana, ormai.

Intanto, la simulazione è stata fatta. Oddio, fatta è parola grossa. Diciamo che quattro cazzate le ho scritte su quei maledetti fogli. Tuttavia, io e l'amico abbiamo fatto tutto in comunità: come al solito.
E l'esame non è così.

Passa il tempo e arrivano le paranoie: sto diventando monotematica.
EsameEsameEsameEsame. Ma che sarà, poi, quest'esame?
"L'hanno fatto tutti, anche con la commissione mista". Me lo ripetono sempre insieme alla versione riguardante la patente "La prendono pure gli analfabeti". E già.

Sfortunatamente per me, non ho un meccanismo o un qualsiasi interruttore che mi esenti da possibili ansie e affini.
È vero che non me ne frega niente di come andrà la cosa, però all'Università ci voglio andare, cazzo.


"Io non ce l'ho le fotocopie, porcoddiaz!". Normale routine: quando mai ha portato le fotocopie di Tedesco.
"Ce le ho io."
"Ah! È per questo che ti voglio bene..."
"Eh."





Ma guarda che mi devo sentir dire.

post scritto alle 15:39 in nichilismo, apatia cronica ...commenti (12)

domenica, 25 febbraio 2007


Words are flowing out like endless rain into a paper cup,
They slither while they pass, they slip away across the universe
Pools of sorrow, waves of joy are drifting through my open mind,
Possessing and caressing me.
Jai guru de va om

Nothing's gonna change my world,
Nothing's gonna change my world.

Images of broken light which dance before me like a million eyes,
That call me on and on across the universe,
Thoughts meander like a restless wind inside a letter box they
Tumble blindly as they make their way
Across the universe
Jai guru de va om
Nothing's gonna change my world,
Nothing's gonna change my world.

Sounds of laughter shades of earth are ringing
Through my open views inciting and inviting me
Limitless undying love which shines around me like a
million suns, it calls me on and on
Across the universe
Jai guru de va om
Nothing's gonna change my world,
Nothing's gonna change my world.

- Across the Universe
The Beatles






Ancora più a corto di idee di prima. E domani mi aspetta la simulazione della terza prova d'esame.






Auguri al buon George Harrison.
Con oggi sarebbe stato uno splendido sessantaquattrenne.
Invece il Signore l'ha voluto con sé prima.

post scritto alle 14:44 in musica, keine ahnung, apatia cronica ...commenti (14)


.Version 3.0.

Quem mihi dabis qui aliquod pretium tempori ponat, qui diem aestimet, qui intellegat se cotidie mori?

Bannerino Ubu

.Lavinia?.

Classe 1989, tramonto degli '80s, ma col muro di Berlino in piedi. Bibliomane, cinefila e cinofila. Nemica del popolo, stranamente ancora abbastanza sportiva, finta fotografa, viaggiatrice solitaria, alcolista ben affermata. Disegnatrice senza più ispirazione, ex-musicista, ma ancora appassionata ascoltatrice di tutto quello che le si para davanti. Con le dovute cernite, s'intende.
Un paesino a sud di Caserta non è esattamente l'ideale, soprattutto se gli unici treni per raggiungerlo sono quelli della tratta via Cancello. Passate di qua? Portate i miei saluti in famiglia.
Io sono uno, nessuno e centomila. Sono here, there and everywhere. Porcoggiuda, quanti account inutili che c'ho.

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L'ipocrisia, 3/4 del genere umano, la moda, il razzismo, le violenze sugli animali (in particolare i cani) , il sole troppo forte e la troppa afa.

.Et amo.

L'umorismo surreale, l'ironia e il sarcasmo, conoscere nuove culture, Dario e Giacomo, la mia Gloglì, la mia cagnolina, l'arte in tutte le sue espressioni, le arti marziali.

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  • Non il cane, ma quello da cui prende il nome. Provateci voi a suonare e comporre senza averci l'udito, stronzetti.
  • Charlie Chaplin
  • Charlot, sì, quello coi baffetti, la bombetta e il bastoncino.
  • Charles M. Schulz
  • Il creatore dei Peanuts. Chi sono i Peanuts? Mi rifiuto di spiegarvelo, cercate su Google. In ogni caso, il mio personaggio preferito è Schroeder.
  • Luigi Pirandello
  • In realtà questa potrebbe essere un'opzione random, ma diciamo che lui ha scritto tutto lo scrivibile ed ha tutto il mio affetto.
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