Innanzitutto, un vaffanculo alla Ticketteria di Caserta, sita in via Vincenzo Gemito 81. Senza la massima ironia, senza cordialità. Scortesia, sconvenienza, s'inculi se non trova ciò che le interessa, tanto qua siamo gli unici e facciamo il cazzo che vogliamo. Le tre S.
Commesso non si nasce, ma con un po' di pazienza si può diventarlo, poi quando sono le 8 di sera e chiudi la baracca, allora maledici il mondo intero.
Fortunatamente è l'ultima volta che mi rivolgo a loro, sia perché non comprerò mai più un qualsiasi biglietto lì, sia perché adesso me ne vado e tanti saluti. Come al solito, questa - scusatemi il termine - città non fa assolutamente nulla per smentirsi, almeno nei confronti dei suoi abitanti. Meglio, zero rimpianti.
Tempo scaduto.
Domani parto per Leuca per l'altrettanto breve Estate 2009. Stavolta non dovrò studiare, potrò stare spaparanzata in dieci posti diversi a leggere qualcosa (sperem) o semplicemente a fare un cazzo. Con eleganza, ovviamente. Quest'anno è molto probabile che io riesca a postare qualcosina anche da là; sì, lo so che lo ripeto ogni anno eppoi finisce tutto abbandonato, ma era diverso, l'Internet non dipendeva da me. A Leuca sono nemici della tecnologia, basti pensare che il segnale del digitale terrestre non è stato ancora attivato. Tanto succede che la tecnologia vince sempre, la gente comincia a lamentarsi perché non vede questo, non riceve quello e cazzi vari ed eventuali e tec, ecco il tuo bell'ADSL + SKY tutto compreso, Mediaset Plus, digitale terrestre integrato. Per la fibra ottica ci stiamo attrezzando.
In conclusione, direi che la data ufficiale di rientro è fissata per il 27 Agosto. Non oltre. Detto tra noi, non vedo l'ora che arrivi. Mi sono presa di vacanza già tutta la prima parte di quest'anno. Ho lavoricchiato in radio, fatto un paio di altre cose forse utili o forse no, però almeno ho occupato le giornate e sono sopravvissuta ad uno strazio quasi annunciato. Passa 'sto mese, finisce l'agonia travestita da pacchia.
Anche quest'anno comincia la campagna abbonamenti di Radio Popolare. Qualche anno fa riuscii ad abbonarmi persino io qui da Maddalocchio, ancora prima del Fave Club.
Non mi sembra vero che mancano solo due mesi e mezzo. Due mesi e mezzo eppoi sarò via, lontana da qui, a ricominciare da capo o comunque qualcosa di molto simile. Sono già in uno stato di beatitudine che difficilmente saprei spiegare. Alla mia proposta di andare avanti e indietro per recuperare le mie cose e portarle su, mia madre rispondeva dicendo "Se sali non vorrai più tornare qui neanche per stare due giorni". È vero, ha ragione.
La gente è scema, è facile dire che si vorrebbe vivere altrove, ma alla fin della fiera nessuno si sente fuori posto, e per fuori posto intendo varie cose la cui conclusione è sempre la stessa: male, male, male.
Ripeto, la gente è scema. Fa domande inutili e veramente, a volte, augurerei loro di passare la stessa inutile vita in un paesino di merda in provincia di un altro paese del cazzo. Andate andate, poi venite a dirmi quanto lo trovate divertente e stimolante.
Ebbene, miei cari, a compiere gli anni oggi è il signore bello bello che potete ammirare in questo scatto fottu... Ehm, concessomi da Marok del sito di Marok, alias il tizio veneto che se ne va in giro con la macchina fóto al collo e con la speranza di ritrarre la cosa che gli piace di più: Borghezio.
Tornando al signore bello bello di cui sopra, noi gli si augura un lieto genetliaco anche se stasera dovrà lavorare per la terza rete della Radiotelevisione Italiana. Quarantacinque bacini minorenni dovrebbero bastare.
Sempre restando in tema di compleanni, ad invecchiare c'è anche un altro omino che invece gli occhi li ha celesti. Intelligente (forse) , stronzetto (sicuro) , un omino che il fatto suo un po' lo sa, ma lo diluisce con tante tante tante cazzate. Ed è per questo che gli vogliamo bene. Rubando una frase a De André: "Pensavo è bello che dove finiscono le tue dita debba in qualche modo cominciare una chitarra". Quindi, tanti auguri, Mister Cirillo; io comunque continuo a tenere un piedino dalla tua parte, non si sa mai. Indietro non si torna, questo è poco ma sicuro, però tutto (o quasi) ha possibilità di rinnovo. So già che se mettessi tutti e due i piedi al di là della linea poi avrei di che pentirmene.
Domani si parte, finalmente. Milano e provincia, arrivo anche quest'anno.
Mi dispiace di non essere più stata in grado di aggiornare questo blog in quest'ultimo mese, ma non avevo nulla da scrivere. L'inaugurazione alla Feltrinelli di Caserta aveva il buffet privato e quindi no way per me.
In ogni caso, ci si riprende i primi di Gennaio, come al solito.
Ein frohes Weihnachten und ein gesundes neues Jahr.
È ormai un anno che non riesco a leggere come Dio comanda. Inizio un libro, poi succede qualcosa per cui non riesco più a riprenderlo e l'abbandono sulla scrivania (perché ormai non ho più posto sulle mensole) . Non va affatto bene, non per una che ha deciso di negarsi un futuro decente per amore delle Lettere.
Ogni volta che entro in una libreria (ergo diciamo almeno quattro volte a settimana) vedo solo libri che mi interessano e, irrimediabilmente, mi piomba sulla testa tutto il peso dei volumi non ancora toccati. Sia chiaro: io sto parlando di leggere, ovvero comprendere, riflettere, ricordare; invece più vado avanti e più mi rendo conto che le mie letture sono alla stessa stregua di chi sfoglia con disattenzione un qualsiasi giornale. Disattenzione allarmante derivata dal fatto che non sono più in grado di concentrarmi su nulla. Stare ad aspettare che tutto si risolva è controproducente.
In questo clima di disarmante pesantezza, ho una bella notizia da dare: dopo anni passati a sognare col rivoletto di bava alla bocca, finalmente una libreria Feltrinelli in centro a Caserta diventa realtà. Giovedì 4 Dicembre alle ore 18.00 sarà infatti inaugurata La Feltrinelli Librerie in Corso Trieste (per i praticanti: dovrebbe essere al posto della Benetton adulti, spostatasi dall'altro lato della strada) . Io, in ogni caso, sarò là perché è un evento e non me lo voglio perdere.
Sono quasi sull'orlo di lasciare questo posto, certo, non per sempre, però so già che, una volta assolti gli obblighi studenteschi che ancora mi legano fisicamente a questa parte di Italia, non tornerò tanto facilmente. Voglio perciò godermi le ultime cose che la città ha ancora da offrimi e, soprattutto, vedere quanto durerà.
Breve, semplice e concisa:
Domani parto per Milano, tornerò Domenica. Vado a riprendere fiato, forse.
Il 20 Ottobre avrei dovuto partecipare a Scorie, ma i Sergenti non sono d'accordo, troppo voglio e nulla stringo. Non sia mai una volta mi venisse in mente di andare in vacanza da sola.
Ok, ho usato un vecchio manifestino, oggi è Lunedì non Giovedì, l'ora è le 21.00 non le 23.00 (anche se magari avrei preferito il secondo) e Craccracriccrecr era il nuovo album nel 1999. Siamo un po' incazzati con Don Pasquale di Molfetta in arte Linus per il cambiamento di orario e la durata del programma ridotta di mezz'ora, però coi tempi che corrono è già tanto che siano in diretta. Seppoi Linetti fa lo stronzetto, allora vorrà dire che qualcuno si presenterà in via Massena 2 e non sarà una visita di piacere.
Sempre rimanendo un attimo nell'ambito delle trasmissioni radiofoniche, ieri mattina al programma "Collezione privata" c'era come ospite il Tanica nazionale con una sua lista di dieci canzoni. Quale non è stata la mia sorpresa quando è partita "The night before" dei Beatles come prima della classifica. Il Tastiere l'aveva messa per motivi sia "sentimentali" (a quanto ha detto è stata una delle prime canzoni grazie alla quale ha cominciato ad amare musica) sia tecnici. È stata una curiosa coincidenza, nel corso degli anni ho affibbiato a quella canzone diversi significati legati, ovviamente, a vicende personali. Non l'ascoltavo da un po', la riproduzione casuale del mio computer me l'aveva evitata, ricordi compresi. Ritrovarla nella collezione del buon Sergione mi ha spiazzata un po': mi aspettavo che includesse qualcosa dei Beatles e degli Who, ma il repertorio è vasto, nessuno avrebbe pensato a quale delle tantissime avrebbe scelto. Sta di fatto che ho molto apprezzato, ho avuto un moto di affettuosità talmente intenso che quasi abbracciavo la radio. Tra l'altro ricordo perfettamente di averne scritto il testo qui sul blog diverso tempo addietro, oltre a troneggiare sulla prima pagina della mia poco usata Moleskina.
Uno non può lasciarli soli un attimo che guarda cosa ti combinano.
Ed eccomi alla tarda data del 25 Luglio 2008.
Niente da dire, domani parto alla volta di Santa Maria di Leuca per la breve - e meno male - Estate 2008. Chettanto poi dovrò studiare per l'ennesima sessione d'esami.
L'anno scorso esisteva una specie di Internet a tempo con tessera et similia, messa a disposizione dell'hotel Terminal. Speriamo che cotanta innovazione tecnologica sia sopravvissuta: in questo modo potrò anche sperare di scrivere qualcosa o di leggere almeno le mail.
Avrei voluto buttare giù quattro righe a proposito del concerto di ieri, artisti presenti: Baustelle, Bluvertigo e Elio e le Storie Tese. Mi sembra ovvio per chi io sia andata. E sono stati i migliori, punto e basta.
Scrivo il presente post per annunciare al mondo la mia completa disapprovazione verso ogni persona, cosa, animale, città, fiume, fiore, governo, marca di automobili che avrà l'ardire di affermare che il Ciao di Italia '90 era orrendo.
È una meraviglia, in puro stile futurista post anni '80.
Sono orgogliosa di essere stata proprietaria del Ciao versione pupazzo di pezza e portachiavi; quest'ultimo ancora oggi svolge appieno la funzione per cui è stato creato.
Se questa mascotte è brutta, allora il Naranjito di Spagna '82 non l'avete mai visto. E nemmeno il logo che hanno in serbo per le Olimpiadi di Londra del 2012, a quanto pare.
Assegnerò la categoria "Arte" a questo post e non appena il numero di persone schierate contro il Ciao (sia la mascotte che il motorino) andrà oltre la comune soglia di sicurezza, verrà aperto un blog per sostenere la causa del simpatico ammasso di cubicini. La gente come me aderirà con grande entusiasmo adolescenziale, piazzerà la splendida immaginetta da me sfornata per l'occasione nel proprio sito personale tra il banner del Parlamento pulito di Beppe Grillo e quello di "Sito scomunicato" e la campagna andrà avanti.
"E poi vediamo se non lo faccio!" [cit.]
Non mi chiedete qual è il posto preciso perché non lo ricordo più nemmeno io. Non è colpa mia se a Caserta abbiamo il personale della Ticketteria altamente handicappato.
Non ditemi nemmeno che il posto non è un granchè: lo so perfettamente anche io, ma nella platea era rimasto solo questo. O meglio, un altro ce n'era, in sesta fila, ma era praticamente dietro la tenda e probabilmente avrei sacrificato la visione di un componente (credo Rocco Tanica o Jantoman dal momento che, essendo pianolisti, sono gli unici un po' in this party rispetto agli altri) .
Ora non mi resta che aspettare il fatidico 5 Maggio.
Quando tutto sarà terminato, potrò riprendere la mia vita da frequentatrice assidua dei convogli Trenitalia, serbando però nel cuore la meravigliosa immagine di un Mangoni svolazzante.
Dopo miliardi di fumetti, forse torno a leggere un libro (più o meno) .
So che aspettavate con trepidazione l'esito della quarta manche de "La Sfida degli adesivi", ma non mi andava di aggiornare come Dio comanda. Non me ne voglia la creatrice.
Altra cosa importante: non firmate la petizione riguardante il Nuovissimo Ordinamento. Voi, studenti che avete consegnato la vostra domanda di immatricolazione all'irritante segretario nell'anno accademico 2007/2008, tenetevi ben stretti il Nuovo Ordinamento e non volgete il vostro sguardo verso quella chimera che è il Nuovissimo. Preferisco fare venti esami in un anno e salvare il culo piuttosto che venti in tre anni e darlo via al primo colosso dagli infiniti crediti di Letteratura Latina.
Tanto se siete stupidi, Vecchio, Nuovo o Nuovissimo Ordinamento che sia, sempre dieci anni ci metterete a laurearvi. Anzi, quel che è peggio è che, alla fin della fiera, ci riuscirete comunque.
E ormai anche la laurea ce l'ha fatta a diventare quel pezzo di carta che Guglielmo Speranza si augurava non fosse.
Avvertenza
Durante l'arco di tempo che va da Martedì, 19 Marzo 2008 fino a qualche ora fa di questo Martedì, 25 Marzo 2008, sono stata nell'antica Mediolanum per le solite ricorrenze pasquali. Mi scuso per il mancato avviso della mia partenza.
Dovuti riconoscimenti
Devo riconoscere che la giovane grafica vinse anche il terzo round della grande sfida. L'adesivo di questa manche è quello che potete ammirare allegato in questo post raffigurante Genma-Panda, P-Chan e Shan-pu versione gattina. Da notare è anche la frase di Charlie Chaplin da me scritta qualche post fa: la trovo alquanto azzeccata dal momento che i tre sono in realtà degli umani. Per chi non ne fosse a conoscenza (ma ho ben da dubitare su questo punto) , i personaggi provengono dal manga/anime Ranma 1/2 che tutti abbiamo visto almeno una volta nella vita, chi attraverso l'ormai defunto TMC, chi attraverso MTV (che lo mandò in onda senza alcuna censura) . Certo, c'è anche gente che possiede l'intera serie perché gentilmente concessagli dall'amico mulo, oppure chi ha avuto l'ardire di comprare i VHS illo tempore, i DVD ora (sì, mi ci annovero, contenti?) . Fatto sta che non esiste nessuno che non ne abbia mai sentito parlare, anche perché la creatrice di questa serie (Rumiko Takahashi) è ben famosa per aver ideato altre storie altrettanto divertenti e ricche di personaggi; chi non conosce l'avvenente ragazza aliena Lamù, il mezzo demone Inuyasha, la gentile Kyoko di Maison Ikkoku (Cara dolce Kyoko in Italia) e l'impossibile storia d'amore tra il pugile e la suora Angela?
No, 'ste cose non le conosco solo io. E dirò di più: ammiro la Takahashi, ma Lamù e Inuyasha mi stanno sulle balle.
Notizie delle quartultime ore:
Martedì 25 Marzo 2008, ore 7.45 ca
Stavo mangiando il mio nutriente latte con Nesquik e Plasmon mentre, leggermente assonnata, seguivo le notizie sul traffico autostradale propinateci da Canale 5.
Banchi di nebbia sulle uscite di Barberino e Firenze Scandicci.
Ogni mio pensiero si è subito concentrato sulla prima delle due, famigerata per la sua problematicità nei giorni dalle condizioni climatiche avverse. (Come al solito) Mi sbagliavo. O meglio, i miei pensieri non erano del tutto errati, ma di certo non potevo saperlo alle 7.45.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 9.00 ca
Incidente all'uscita Firenze Scandicci, più precisamente al km 293. Un'autocisterna contenente GPL si ribalta sulla carreggiata provocando una fuoriuscita del materiale. Coinvolta solo un'autovettura, ma non vi sono nè feriti nè altro.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 10.30 ca
Isoradio consiglia di prendere varie uscite per non finire nella coda dell'incidente. Noi, da bravi ascoltatori, usciamo a Firenze Nord intenzionati a seguire le indicazioni per Siena e rientrare a Firenze Certosa. Peccato che le suddette indicazioni fossero assenti. Forse i fiorentini, oltre ai pisani e agli aretini, ce l'hanno pure coi senesi? Sta di fatto che cominciamo a girare in tondo.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 10.58 ca
Mio padre decide di seguire il navigatore satellitare, ma quando il gingillo tenta di farci tornare in autostrada proprio tramite l'uscita bloccata, riceve solo insulti. Il genitore si rifiuta di passare per Scandicci. Continua il nostro errare nelle stesse due strade della periferia nord di Firenze. Il navigatore viene messo a tacere e si ritorna ai cari vecchi stradari cartacei in soli 20 volumetti. Fu allora che facemmo la clamorosa scoperta: Scandicci è già a sud di Firenze.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 11.13 ca
Siamo a Scandicci. Percorriamo per tre volte la stessa strada. Il genitore continua a bestemmiare e insultare i cartelli stradali perché sono tutti gialli. Chi è andato a scuola guida sa che le indicazioni di quel colore sono usate quando vi è la presenza di lavori in corso e c'è bisogno di creare delle deviazioni. Decidiamo di chiedere al primo operaio che vediamo come si arriva all'uscita Firenze Certosa. L'uomo rivela un accento siciliano e, con un'aria apparentemente infastidita, spiega che dobbiamo dirigerci verso il centro di Scandicci. Da quelle parti troveremo le indicazioni per Vingone e le seguiremo. Ringraziamo il signore e andiamo via.
In questa disperata ricerca dell'uscita giusta non eravamo soli: un'auto targata Pavia era nella stessa situazione.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 11.46 ca
Sempre a causa dei cartelli gialli, giriamo a vuoto per altre tre strade senza nessuna traccia di Vingone. Quando finalmente giriamo dalla parte giusta imboccando una specie di cavalcavia, eccoci nel tanto sospirato paese. Rivediamo l'auto targata Pavia fermarsi e chiedere indicazioni. Anche noi facciamo la stessa cosa, questa volta il signore era del posto. Gli è tuttavia arduo spiegare per bene dove si trova l'uscita così ci da poche informazioni e ci consiglia di chiedere ancora più avanti. Giriamo ancora a vuoto e rincontriamo l'auto targata Pavia venire nel senso opposto al nostro.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 12.02 ca
Mio padre continua a bestemmiare. Chiediamo di nuovo informazioni, la sventura vuole che sia una donna. Anche lei ci da informazioni frammentarie, ma ormai siamo quasi fuori dal paese. Le ultime indicazioni verranno chieste più avanti di qualche metro, ad un ulteriore signore che ce le fornisce in modo preciso. Questo perché ormai altre strade non ce n'erano. Sarebbe stato impossibile sbagliarsi.
Continuiamo a camminare su quell'unica stradina che ci fa passare nella periferia di un altro paesino, Galluzzo. Il navigatore satellitare riprende a funzionare. Siamo in cima ad una collina, alla nostra destra c'è la certosa di Firenze. L'uscita non è tanto lontana. Mio padre continua a ripetere di vedere l'autostrada sotto di noi.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 12.33 ca
Siamo ormai vicino al casello. L'uscita è proprio Firenze Certosa. Mentre ci incanaliamo nella corsia del Telepass, mia madre si chiede se anche l'auto targata Pavia è riuscita nell'impresa che ci ha incosapevolemente accomunati. Viene accontentata: all'uscita del casello, ecco che l'auto sbuca dal Telepass affianco.
Finalmente entrambe raggiungiamo la giusta carreggiata.
Il viaggio continuerà normalmente, cercando di arrivare all'uscita di Caserta Sud in due ore invece di tre e più.
Epilogo
Tra un'ora devo essere in palestra. Non sono affatta stanca anzi, dal punto di vista fisico credo di essermi riposata abbastanza.
La nostra avventura per Scandicci e dintorni mi fece venire talmente fame che mi sbafai una bustina intera di patatine San Carlo.
Le indicazioni per Siena le abbiamo ritrovate in autostrada, poi.
Morale
Non imboccate mai uscite diverse, soprattutto dalle parti di Firenze.
Non date retta ai navigatori satellitari quando ci sono gli incidenti. Pretendono di sapere tutto, ma in realtà non sanno un bel niente.
Non disperate se siete voi i guidatori, ma andate rilassati. Bestemmie e insulti sono accetti solo se non potete proprio farne a meno.
Se vostro padre, poi, ha anche comprato un DVD senza ricordarsi che lo stesso film lo aveva già in videocassetta, be', direi tanto di guadagnato.
E portate da mangiare.
Diciannove anni e si va per la fine di un'era.
Diciannove anni e si va per la fine dell'adolescenza.
La mia è stata un po' contorta, probabilmente vuota e noiosa se paragonata a quella dei miei coetanei.
Tuttavia, non mi dispiace affatto. Ho fatto tante piccole cose che mi hanno permesso di venir su abbastanza bene, anche se con poca consapevolezza della realtà che mi circonda. Ma è stato innamorandomi di questa, così innocua all'apparenza, che ho lasciato andar via il treno, senza alcuna conseguenza giuridica.
Materialmente non mi è mancato nulla e sono contenta.
Un disegno venuto bene, una bella canzone ascoltata dopo tanto tempo, un libro, un fumetto o un film che mi è piaciuto, scavare nei cassetti alla ricerca di ricordi, passeggiare da sola pensando a quante foto avrei potuto scattare se mi fossi portata la macchinetta: finora la mia vita è andata così. I cambiamenti ci vorrebbero, ma so già che non sarei in grado di gestirli e finirebbero per rivoltarmisi tutti contro.
Ci sono delle volte in cui potrei sembrare quasi di esser vecchia, soprattutto quando mi capita di intraprendere discorsi seri. Non è così: io mi sento sempre una ragazzina inesperta che aspetta con trepidazione il momento in cui anch'essa sarà protagonista. Senza accorgersi che è passato, tra l'ansia dell'attesa e miriadi di progettini. È passato come quel treno.
Ho fatto bene a non superare la linea gialla.
Grazie ancora una volta, Gloglì, per i meravigliosi doni, per la tua presenza quest'oggi e per la tua sopportazione. Non sono una persona facile nè da seguire, nè da gestire. Il fatto che tu ne sia in grado mi sorprende sempre e mi riempie di gioia. Due righe stronze su un blog non bastano a dirtelo e io non lo dimostro mai abbastanza.
Grazie, ma anche scusa.
Quem mihi dabis qui aliquod pretium tempori ponat, qui diem aestimet, qui intellegat se cotidie mori?
.Lavinia?.
Classe 1989, tramonto degli '80s, ma col muro di Berlino in piedi. Bibliomane, cinefila e cinofila. Nemica del popolo, stranamente ancora abbastanza sportiva, finta fotografa, viaggiatrice solitaria, alcolista ben affermata. Disegnatrice senza più ispirazione, ex-musicista, ma ancora appassionata ascoltatrice di tutto quello che le si para davanti. Con le dovute cernite, s'intende.
Un paesino a sud di Caserta non è esattamente l'ideale, soprattutto se gli unici treni per raggiungerlo sono quelli della tratta via Cancello. Passate di qua? Portate i miei saluti in famiglia.
Io sono uno,nessunoe centomila. Sono here,thereand everywhere.Porcoggiuda, quantiaccount inutiliche c'ho.
L'ipocrisia, 3/4 del genere umano, la moda, il razzismo, le violenze sugli animali (in particolare i cani) , il sole troppo forte e la troppa afa.
.Et amo.
L'umorismo surreale, l'ironia e il sarcasmo, conoscere nuove culture, Dario e Giacomo, la mia Gloglì, la mia cagnolina, l'arte in tutte le sue espressioni, le arti marziali.
.Books.
In fase di lettura
.Music.
.Movies.
Ultimo film visto
.L'angolo degli Altarini.
Beatles
John, Paul, George, Ringo. I Fab Four, i Baronetti, quelli degli anni '60. Loro comunque.
Ludwig van Beethoven
Non il cane, ma quello da cui prende il nome. Provateci voi a suonare e comporre senza averci l'udito, stronzetti.
Charlie Chaplin
Charlot, sì, quello coi baffetti, la bombetta e il bastoncino.
Charles M. Schulz
Il creatore dei Peanuts. Chi sono i Peanuts? Mi rifiuto di spiegarvelo, cercate su Google. In ogni caso, il mio personaggio preferito è Schroeder.
Luigi Pirandello
In realtà questa potrebbe essere un'opzione random, ma diciamo che lui ha scritto tutto lo scrivibile ed ha tutto il mio affetto.
Elio e le Storie Tese
Il complessino tutto matto, con particolare attenzione e occhietto languido alla persona di Sergio Conforti alias Rocco Tanica. Il perché, percome e perquando non vi riguarda, ma è facilmente intuibile.
Distribuito da:
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